Colli Euganei

maggio 24, 2016

I Colli Euganei, sono formati da un centinaio di elevazioni assai diverse per forma e altezza, occupano un’area di quasi 22 mila ettari con un perimetro grosso modo elittico di 65 chilometri. Il monte Venda, con i suoi 601 metri di altezza, segna il centro e la maggiore elevazione del sistema collinare. L’aspetto suggestivo, dolce e aspro al tempo stesso, la varietà delle rocce ed il gran numero di fenomeni vulcanici fanno dei Colli Euganei un complesso geologico quasi unico del suo genere. Nell’area nella quale ora sorgono i Colli si estendeva un mare poco profondo simile all’attuale Alto Adriatico, questo però era posizionato all’incirca all’altezza della Toscana.
Le prime manifestazioni vulcaniche si sono manifestate all’incirca 43 milioni di anni fa nel corso dell’Eocene superiore. Il vulcanismo fu di tipo sottomarino e si manifestò con l’emissione di colate di basalto. Dopo un periodo di quiete di circa 10 milioni di anni, all’inizio dell’Oligocene inferiore, si ebbe una forte ripresa del magmatismo con l’apertura di nuove fratture e l’emissione di materiali lavici di composizione molto diversa rispetto a quelli della precedente fase. In base ai reciproci rapporti di posizione tra le rocce si può dire che prima uscirono le rioliti seguite dalle trachiti e dalle lattiti, con filoncelli di basalto a chiudere il cerchio. Tutte rocce vulcaniche notevolmente acide in quanto ricche di silice. La spinta idrostatica dei magmi fortemente viscosi sollevò e fratturò nei modi più disparati gli antichi strati del fondo marino: colate lente e poderose attraversarono e ricopersero, in parte, i sedimenti calcarei e le vulcaniti basaltiche.
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I ripidi coni che caratterizzano il paesaggio euganeo nacquero ognuno nel corso di un solo evento eruttivo, dall’accumulo di potenti colate sopra e nei presi della fessura di emissione. Ogni colle perciò è un prodotto unico. Una parte dei magmi a causa dell’alta viscosità e della bassa temperatura non riuscì ad attraversare il fondo marino ma si fermò a breve profondità espandendosi all’interno dei piani di stratificazione delle rocce calcaree che lentamente vennero sollevate ed inarcate a cupola. Si formarono in questo modo colli arrotondati, dai profili che si raccordano morbidamente con la pianura.

Le eruzioni si sono verificate in ambiente sottomarino ma probabilmente i coni più elevati sono emersi dalla superfice del mare, determinando la creazione di un piccolo arcipelago di isolotti vulcanici. Tale configurazione si è protratta fino all’inizio del Quaternario(circa due milioni di anni fa) momento in cui un sollevamento generalizzato del bacino insieme a fenomeni alluvionali di grossa enitità, diedero origine alla formazione della Pianura Padana.

IMG_4388Oltre alla famiglia di rocce vulcaniche l’acrocoro euganeo vanta un notevole spessore di rocce sedimentarie. La più antica è il rosso ammonitico, un calcare risalente al Giurassico Superiore (circa 150 milioni di anni fa) contenente varie specie di ammoniti. Sopra il rosso ammonitico giacciono gli strati regolari del biancone, un calcare bianco a grana finissima, al biancone segue la scaglia rossa, un calcare argilloso rosso mattone. La serie si chiude con le marne euganee, rocce di tipo calcareo arigillose.

Il materiale paleontologico, assieme ad una ricca documentazione sulla geologia euganea, è stato ordinato al museo di Cava Bomba di Cinto Euganeo. Morfologia, orogenesi, microclimi sono le conoscenze di base necessare per dare vita ad uve e vini con caratteristica espressività. Anche il clima assume diversa connotazione rispetto alla media regionale, con un carattere decisamente più mediterraneo per scarsa piovosità e maggiore insolazione. Inoltre il perfetto equilibrio minerale presenate nella terra consente la produzione d’eccellenti “costituenti aromatici” componenti che inalzano la qualità dei vini dei Colli Euganei.